IL RUOLO GEO STRATEGICO DEL KAZAKHSTAN
Ottobre 29, 2007
“Chi comanda l’Europa orientale comanda la zona centrale; chi governa la zona centrale comanda la massa euroasiatica; chi governa la massa euroasiatica comanda il mondo.”
Harold Mackinder
Con il termine Eurasia si indica la regione che comprende le tre Repubbliche del Caucaso (Armenia, Georgia e Azerbaigian) e le cinque repubbliche centroasiatiche ( kazakhstan, kirghizistan, Tagikista, Turkmenistan e Uzbekistan); otto Stati nati dallo smembramento dell’Unione Sovietica.
La cartina politica della regione così descritta apparirebbe chiara e ben definita, tuttavia la situazione viene a complicarsi quando si prendono in considerazione le sei regioni aderenti alla Repubblica russa che rivendicano la propria indipendenza e aspirano a divenire dei veri e propri Stati nazione con una propria lingua e identità.
Inevitabilmente questo crogiolo di culture ed etnie diverse tenute forzatamente insieme fino al 1991 sono poi esplose con il conseguente “scongelamento” delle rivalità e le rivendicazioni che erano state cristallizzate dalla Guerra Fredda. I conflitti, le cui radici si fondano su motivi principalmente identitari, sono stati per lo più ignorati dalle potenze occidentali e quindi dal circuito mediatico e dell’opinione pubblica.
Solo da qualche anno l’Eurasia si trova sotto i riflettori dei media mondiali ed il motivo principale è di natura geostrategico.
Herold Mackinder, considerato uno dei padri della moderna geopolitica, non esagera nel dire che chi controlla l’Asia Centrale controlla l’intero pianeta, questa zone è considerata oggi il “serbatoio” del mondo, é da lì che proviene la maggior parte dell’energia.
Fino al 1990 la regione era parte dell’Unione Sovietica la quale aveva il controllo sostanziale delle risorse. In seguito alla fine della Guerra Fredda e alla conseguente caduta dell’impero sovietico la Russia non è riuscita a mantenere la propria supremazia e l’Eurasia è divenuto un grande mercato aperto provocando due principali effetti:
1) le grandi potenze, USA in primis, e le multinazionali occidentali si fanno avanti investendo ingenti risorse finanziare per assicurasi in cambio energia;
2) le neonate repubbliche cambiano non di poco la loro posizione: da popolazioni omogeneizzate nel grande processo di russificazione e sottomesse alla grande madre Russia diventano ago della bilancia per il futuro approviggionamento energetico del ricco e sprecone occidente. Avendo preso coscienza dell’importanza geostrategica che hanno, non si fanno scrupoli ad alzare la posta in gioco vendendo al miglior offerente.
In questo quadro si inserisce il Kazachstan la più grande delle repubbliche centroasiatiche e per i molti chilometri che costeggiano il mar Caspio, è considerata la gallina dalle uova d’oro. Non a caso infatti, si è deciso di focalizzare l’attenzione su questa particolare Repubblica post-sovietica.
In seguito alla caduta dell’Impero Sovietico l’Asia Centrale è divenuto un vero e proprio mercato i cui acquirenti si affannano per sottrarsi merce l’un l’altro e per accaparrarsi il maggior numero di risorse possibili.
Tuttavia ricchezza di risorse e benessere economico sono al momento inversamente proporzionali alla stabilità politica.